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Una riflessione sul media literacy index, aggiornamenti e data-storie! ✨
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Ciao ,


Bentornat* nel nostro Dojo, uno spazio di apprendimento (in formato newsletter) per imparare insieme a capire e usare i dati sul lavoro e nella vita quotidiana, riflettere sull’utilizzo dell’AI e sui trend emergenti. Iniziamo la nostra pratica! 💪 

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L’Italia migliora nel Media Literacy Index 2026. Ma è davvero così?

Da quasi dieci anni l’Open Society Institute di Sofia redige il Media Literacy Index, una rilevazione che monitora il grado di preparazione delle società civili europee nel contrastare e prevenire fenomeni di disinformazione e polarizzazione.


È da poco uscito il Media Literacy Index 2026, che conferma alcune dinamiche ormai strutturali, come il persistente divario tra Est e Ovest, e introduce anche qualche novità. L’Europa sud-orientale e i Balcani occidentali restano le aree più vulnerabili alla disinformazione: Kosovo, Macedonia del Nord e Albania occupano infatti le ultime posizioni della classifica. Al contrario, l’Europa nord-occidentale continua a dominare i cluster più alti.


E quest’anno anche l’Italia sale di un cluster.


In un’Europa attraversata da disinformazione, polarizzazione e dall’impatto crescente dell’intelligenza artificiale generativa, l’avanzamento italiano appare senza dubbio un segnale positivo. Tuttavia, come sottolinea lo stesso impianto dell’indice, il valore di questo progresso va letto con cautela.


Il Media Literacy Index non assegna “promozioni” in senso stretto, né certifica che un Paese sia improvvisamente diventato resistente alla disinformazione. Il punteggio riflette piuttosto un equilibrio complesso tra fattori sistemici e strutturali. Il report mostra chiaramente che istruzione e libertà dei media sono determinanti: l’istruzione pesa da sola per il 45% del punteggio complessivo, seguita dalla libertà dei media (40%), mentre fiducia interpersonale e partecipazione civica digitale completano il quadro. I Paesi che investono in modo continuativo in questi ambiti ottengono risultati più solidi e duraturi nel tempo.


I dati del 2026 arrivano inoltre in un momento critico in cui l’IA generativa e la polarizzazione online stanno ridefinendo il panorama informativo europeo, e non solo. In questo contesto, il miglioramento dell’Italia indica una posizione relativa più favorevole, ma non implica necessariamente una riduzione sostanziale delle vulnerabilità.


Insomma, non è ancora il momento di festeggiare. Il segnale è incoraggiante, ma il nostro tessuto sociale e democratico richiede investimenti profondi e continuativi in educazione ai media, ai dati e all’AI.


Perché non basta migliorare in un mondo che peggiora; servono anticorpi forti, diffusi e condivisi per prevenire e contrastare la disinformazione e i suoi effetti.



Ti aspettiamo al Learning Cafè!


Ci vediamo il 24 Febbraio alle ore 17 per discutere insieme a Francesca Capoccia, giornalista di Facta, dell’inchiesta “Fascismo pop: viaggio nella nuova estetica dell’estrema destra online“, realizzata da Facta e Maldita.


Tra meme, video generati con l’IA, remix musicali e riferimenti calcistici, i simboli e le figure del fascismo circolano online in maniera apparentemente “innocua”. Ma questa “estetica pop” non è affatto neutra: è una strategia comunicativa che, sfruttando l’ironia e la nostalgia, normalizza i contenuti estremisti e favorisce forme di revisionismo storico.


Francesca Capoccia è una giornalista che si occupa di fact-checking e debunking a Facta. Scrive di sport con particolare attenzione ai diritti umani per Ultimo Uomo e la newsletter Lettere da Parigi. Ha pubblicato “Protagoniste? Donne, informazioni e cultura” (2024) con Aras Edizioni e in precedenza è stata caporedattrice della rivista online The Bottom Up.


Prenota il tuo posto!

Data-storie da non perdere! 

🔵 Una storia alternativa dei luddisti


Nell’ultimo episodio di Globo, un podcast de Il Post, Eugenio Cao dialoga con Brian Merchant, un giornalista statunitense che ha di recente pubblicato un libro sul luddismo, edito in Italia da Einaudi. 


Dalla conversazione emergono diversi aspetti interessanti sul tema: su come fossero organizzati i luddisti, del perché la loro protesta non fosse una mera resistenza al progresso tecnologico, ma una azione di contrasto alle ingiustizie derivate dallo stesso, come la riduzione della paga ai lavoratori tessili, o il dilagare del lavoro minorile. Nell’intervista, Merchant fa molti paralleli con il ruolo della Silicon Valley oggi, e come alcune dinamiche si ripetono (i famosi corsi e ricorsi storici di Vico).


🔵 E se nascessi in questo minuto?

Giving What We Can, una charity con sede nel Regno Unito, ha creato una mappa interattiva per sensibilizzare sulle disuguaglianze globali. Cliccando sul tasto rosso, si gira il globo e poi si scopre di più su quali sono le aspettative e qualità di vita per una persona nata ora in quello stato, comparato con lo stato natio.


🔵 Trovare l'amore con l'odore

Esistono servizi di dating di tutti i tipi: dalle app, a consulenze personalizzate in base alle proprie esigenze, ai tradizionali servizi di matchmaking (come ci insegna Sima Taparia su Netflix), cene al buio ed eventi ad hoc. Ma forse non avete sentito ancora dello smell dating, un servizio che invia a domicilio indumenti impregnati dell’odore di una persona per creare delle connessioni.


Noi lo abbiamo scoperto ora, ma la giornalista Amie Jameson ne ha scritto già nel 2016 sul Guardian.


🔵 L'impatto delle Olimpiadi di Milano Cortina

Come ogni grande evento, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina hanno ed avranno un impatto su tanti aspetti: ambientale, sociale, economico. Altreconomia parla delle infrastrutture (molte di cui non esistono ancora), WIRED parla dell’impatto ambientale, fra sponsor insostenibili e neve finta, ed Euronews dell'impatto economico.


Di certo una valutazione finale sarà possibile solo qualche tempo dopo la fine dell’evento (volendo aspettare tutte le infrastrutture, forse qualche anno!)


E per questo numero è tutto!

A presto ,


il Team di Dataninja

Dataninja

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