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"E quindi... come mai siete così indietro con la media literacy in Italia?". È questa una delle domande che ci sentiamo rivolgere più spesso quando viaggiamo all'estero e, inevitabilmente, si finisce a parlare del famoso Media Literacy Index, che fino a poco fa ci collocava tra i peggiori paesi dell'Europa occidentale.
In realtà, come abbiamo raccontato in una precedente newsletter, l’ultima edizione dell’Index ha finalmente promosso l'Italia al livello di paesi a noi simili come Spagna, Francia e Germania.
L'Index fotografa bene un salto di qualità che notiamo anche noi rispetto a 6 anni fa, quando abbiamo lanciato Open the Box in un contesto a dir poco frammentato e pieno di lacune. Per quanto ancora manchi una strategia nazionale e un coordinamento centralizzato (come in Francia con il Clemi o in Finlandia con Kav), oggi l’ecosistema della media literacy in Italia è quanto mai vibrante.
Nei prossimi giorni ne daremo una prova (internazionale) allo Showcase degli Italian Media Literacy Projects che abbiamo aiutato a organizzare all'International Media Literacy Research Symposium, in programma a Roma dal 4 al 6 giugno 2026 (l’evento è uno dei migliori al mondo su questo tema, ma purtroppo è sold-out).
Insieme a noi di Dataninja (che porteremo gli ultimi prodotti educativi, tra cui anche un nuovo gioco cooperativo), ci saranno molte altre organizzazioni con cui siamo contenti di condividere lo Showcase.
In ambito universitario, il Cremit dell'Università Cattolica e la piattaforma Edunext coordinata dall’Università di Modena e Reggio Emilia ormai offrono formazione qualificata sul tema. Sul fronte delle biblioteche, la rete di Sapere Digitale (nostro proud partner fin dall'inizio di Open the Box) da anni promuove un ricco programma di formazione per bibliotecari/e. Anche il mondo del fact-checking è sceso in campo: Pagella Politica e Facta hanno lanciato Dora, una piattaforma di video corsi on demand per aiutare i cittadini a districarsi nell'informazione online. E poi associazioni come Mamamò, che da anni lavorano per colmare il gap di informazioni qualificate per genitori e mediatori, offrendo utilissime guide su app, videogiochi e altri prodotti digitali.
Insomma, alla domanda "siete davvero così indietro?" oggi possiamo finalmente rispondere di no. Resta, però, ancora molta strada da fare: manca una vera strategia nazionale, il tema fatica a integrarsi stabilmente nei curricula scolastici e l'offerta di azioni qualificate rivolte agli adulti è ancora limitata. La direzione, però, è quella giusta!
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