Abbiamo avuto il piacere di partecipare alla conferenza annuale dell’European Digital Media Observatory (EDMO) che si è tenuta il 13 e il 14 giugno a Bruxelles. È stata l’occasione per lanciare il report Platform-to-Researcher Data Access,realizzato nell’ultimo anno da un team di 12 persone con diversi background accademici e professionali (tra cui anche i rappresentanti di Google e TikTok per le data policies), per favorire e
regolare la condivisione dei dati prodotti dagli utenti sulle piattaforme a ricercatrici e ricercatori.
Come avrai già intuito, l’evento era dedicato agli addetti ai lavori: chi si occupa di fact-checking e media literacy. Quindi, perché te ne vogliamo parlare qui, ?
Ci teniamo perché durante i due giorni di conferenze e panel di discussione, oltre al lancio del report, si è tenuto un incontro in cui diverse realtà hanno condiviso le loro esperienze di
media literacy in Francia, Belgio, Irlanda, Romania e Finlandia.
A partire da queste esperienze è stato fatto il punto sulla media education. Gli incontri sono durati parecchie ore, e verranno condivisi prossimamente sul sito di EDMO, quindi intanto proviamo a riassumere qui alcuni concetti chiave:
la media education non deve essere vista come una lotta contro problemi specifici. Disinformazione, discorsi d’odio, filter bubble sono fenomeni problematici che riguardano il modo in cui circola l’informazione online, ma non devono essere l’unico oggetto di studio della media literacy. Si tratta piuttosto di un approccio, di modo in cui informarsi e per questo,
la media education deve essere, non tanto una disciplina, quanto una metodologia e un sapere trasversale a tutti gli altri, applicato a tutte le discipline che affrontiamo a scuola e alla nostra dieta informativa;
come già avrai probabilmente sperimentato, la media education richiede tempo ed esercizio. Perché riguarda sia l’avere a che fare con il mondo tecnologico, che è in continua evoluzione, sia perché è parte di quello che viene definito lifelong learning, il continuo aggiornamento, l’acquisizione di competenze e conoscenze in modo stabile e continuo;
per questo, come ha precisato Paul Verschure, professore di neuroscienze dell'università di Radboud, la media education ha bisogno di coinvolgere il cosiddetto deep learning, un apprendimento profondo, che coinvolge la memoria a lungo termine grazie al coinvolgimento attivo e a metodologie didattiche interattive.
Per questo ci piace riassumere questo incontro con la frase: la media education deve spostarsi da un approccio reattivo a uno
proattivo.
Insomma, partecipare a queste giornate di conferenze ci ha fatto sentire di stare andando nella direzione giusta con Open the Box, che ne dici ?
2. Strumenti in rete Riconosci le immagini sintetiche?
La versione aggiornata e ottimizzata di This Image Does Not Exist è online! Puoi esercitarti a riconoscere le immagini sintetiche grazie alle creazione di DALL-E
2 e VQGAN. Ci vuole sempre più attenzione, ti avvisiamo! Poi facci sapere come va con gli score ;)
3. Dalle nostre bolle Link utili e spunti di riflessione
AI senzienti Avrà fatto capolino anche sul tuo smartphone la conversazione tra un ingegnere Google e un programma di intelligenza artificiale che esprime sentimenti (come la paura che venga staccata la corrente elettrica). L’ingegnere conclude che il programma è ‘senziente’. Come ha spiegato anche la Coalizione dei Tech Workers in Italia, questo non è ancora possibile da un punto di vista tecnologico.
Il metaverso non esiste! Se pensiamo ad una realtà virtuale, un ambiente digitale nel quale possiamo spostarci con il nostro avatar per andare a lavoro, fare shopping, visitare musei e andare a concerti forse stiamo cadendo nella trappola di chi vuole farci crede che una cosa esista ancor prima che possa essere creata.
Open mind Un nuovo magazine è disponibile online, per affrontare la disinformazione e il cospirazionismo che vengono creati intorno ai temi scientifici.
4. Cosa abbiamo nella scatola Creiamo insieme progetti!
Fai parte di una no-profit, un'associazione, una fondazione che si occupa di educazione e formazione? O sei docente
in una scuola e vuoi organizzare un progetto speciale per le tue classi?
I nostri percorsi di media e data literacy possono essere personalizzati creando metodologie e contenuti su misura, a seconda di diversi target, obiettivi formativi o spazi di apprendimento.
Abbiamo pensato di raccontarti qui alcune delle collaborazioni che da più tempo stiamo seguendo e di proporti di condividere con noi le tue idee e proposte.
La co-progettazione ci permette di realizzare format interdisciplinari e percorsi flessibili a partire dalla nostra esperienza sui contenuti e sullo studio delle piattaforme didattiche. Per partire, condividi le tue idee con noi 👇
Creiamo
insieme un progetto su misura per le tue esigenze. Partiamo?
Ricorda che Aperture vuole essere uno spazio di condivisione per uscire dalle bolle dei social network, per creare reti e permettere incontri tra persone che distano qualche grado di separazione in più del solito.
Partecipa anche tu condividendo riflessioni, link, fonti o strumenti che usi per fare informazione! Come?