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Vignetta di Zerocalcare del 18 ottobre 2022
Ciao ,
Questa è Aperture sulle news, la newsletter n. 36 di Open the Box, che per la Global News and Information Literacy Week di UNESCO fa il punto sul giornalismo 🗞️

Ecco cosa troverai in questo numero di Aperture:

  1. News sull'informazione
  2. Strumenti in rete - Come funzionano le IA per immagini
  3. Dalle nostre bolle - Link utili e spunti di riflessione
  4. Cosa abbiamo nella scatola - Si ricomincia con workshop e appuntamenti!

1. News sull'informazione
È arrivata la Global Media and Information Literacy Week di UNESCO, che, come ogni anno, promuove panel e incontri gratuiti online, fino al 31 ottobre.

Noi di Open the Box cogliamo l'occasione per raccogliere un po’ di informazioni sullo stato delle news e dell’informazione in Italia, ma non solo, perché di recente si sono sommate parecchie novità interessanti, da tenere d’occhio.

Chissà se ci hai fatto caso, , ma ad esempio dalla scorsa settimana accedendo ai siti internet delle testate del gruppo GEDI (tra cui ad esempio Repubblica e La Stampa) dovresti aver notato un cambio del pop-up sui cookie, qualcosa del genere 👇

Sì, sappiamo che richiede tempo stare a selezionare per ogni sito la tipologia di dati che vogliamo concedere ai rispettivi proprietari. Ma in questo caso si tratta di altro. Non si tratta di accettare o rifiutare i “cookie di terze parti”, ma di un banner che ci mette di fronte ad una scelta per poter accedere ai contenuti del giornale:
  • accettare i cookie e quindi permettere l’uso dei propri dati personali per finalità promozionali
  • oppure sottoscrivere un abbonamento alla testata.

In Italia già altri giornali, come Il Messaggero e Il Fatto Quotidiano, avevano già intrapreso strade simili, ma se ne è iniziato a parlare molto dal momento che un grosso gruppo come GEDI ha preso questa decisione. Il Garante della Privacy non ha escluso “in linea di principio” la legittimità di questa pratica sui cookie, ma ha comunque avviato un’istruttoria.

Al di là della questione della privacy, tutelata anche dalle direttive europee del GDPR, è interessante notare quanto questa alternativa metta in evidenza il valore economico dei nostri dati: se non siamo disposti a pagare per abbonarci ad una testata giornalistica, basta concedere l’uso dei dati che ci profilano, che riguardano le nostre abitudini di navigazione. Questi dati infatti, così come hanno sempre fatto le piattaforme di social network, possono essere venduti alle società per fare pubblicità mirata.

Sempre di traffico di click e della necessità di “vendere a tutti i costi” si è parlato su la Repubblica il 18 ottobre, in una lettera che l’editorialista Michele Serra ha pubblicato a tutta pagina nella sezione Cultura. Nella lettera, rivolta al direttore della testata, il giornalista chiede di smettere di condividere le stesse foto dei fratelli Bianchi, coinvolti in un omicidio nel 2020 che li ha fatti condannare all’ergastolo.

La risposta del direttore porta purtroppo la discussione fuori strada, evitando un’interessante riflessione sull’uso emotivo delle immagini e dei fatti di cronaca, che spesso vengono raccontati in modo funzionale, ricalcando strutture narrative poco rispettose nei confronti delle persone coinvolte. Il botta e risposta
è riportato su Repubblica, ma, appunto, su pagamento. Altrimenti si possono cercare altre trasposizioni.

Per chiudere con un’altra novità: è nato Semafor. Si tratta di una nuova testata statunitense, online, annunciata la scorsa primavera. Per il lancio i due fondatori hanno raccolto 25 milioni di dollari, con la promessa di rivoluzionare il formato dell’articolo di giornale digitale“Stiamo cercando di recuperare la scatola nera dell’articolo e di aprirla completamente”, ha spiegato Ben Smith al New York Times, il giornale di cui è stato media editor per quasi due anni.

La proposta è quella di spacchettare l’articolo suddividendolo in paragrafi che ne raccontano la struttura. Il semaform (nome dato a questo nuovo formato) sarà quindi formato da:
  1. le “notizie”, cioè i fatti, per quanto possibile oggettivi
  2. l’opinione, il punto di vista, l’analisi del giornalista
  3. uno spazio per i pareri contrari
  4. per altre prospettive sull’argomento e
  5. altri collegamenti che si possono aggiungere.

Come potrai immaginare, il focus non è tanto il tentativo di rivoluzionare il formato di per sé, ce ne sono stati molti altri, quanto il fatto che proprio negli Stati Uniti stia nascendo la necessità di “tornare ai fatti”, senza evitare le opinioni o negandole, ma mettendo in luce che sotto a ogni narrazione, a ogni storia, vadano riconosciute delle “notizie”, quanto più possibili oggettive.

E tu cosa ne pensi, ?

2. Cosa abbiamo nella scatola
Si ricomincia con workshop e appuntamenti!
L'API Vision di Google permette di catalogare e riconoscere il contenuto delle immagini grazie ad un sistema di machine learning molto avanzato. La sezione demo del sito fa una cosa molto interessante: ci spiega come. Caricando un'immagine scopriamo quali elementi vengono classificati e quali informazioni riconosciute dall'IA.
3. Dalle nostre bolle
Link utili e spunti di riflessione
Ricordi le spunte blu sui social?
No, non quelle che certificano l'attendibilità dei contenuti o che etichettano disinformazione. Ci riferiamo alle spunte che certificano che un profilo social è stato verificato, che dietro a quel profilo c'è proprio quella persona lì, o il suo social media manager insomma. Ecco, c'è un mercato nero di spunte blu.
L'informazione sta anche su Tik Tok
Ma la piattaforma, per il modo in cui permette di creare e condividere contenuti, non permette di tenere traccia delle fonti e del contesto in cui vengono generati originariamente. E questo è un chiaro problema quando si tratta di informazione.
Quanto NO2 si respira nell'aria?
Si tratta del biossido di azoto, prodotto dalle automobili alimentate a diesel. Studio calibro ha creato e condiviso una mappa interattiva che calcola le percentuali di NO2 presenti nell'aria di Milano.
4. Cosa abbiamo nella scatola
Si ricomincia con workshop e appuntamenti!
Ricominciano i workshop live di formazione con Open the Box! Se ancora non hai partecipato ai nostri appuntamenti in diretta, puoi partire dal workshop gratuito di introduzione alla Media literacy, Inizia da qui: le fonti.

👉 Il primo appuntamento è per l'8 novembre alle ore 17
Affrettati a prenotare, perché quest'anno non saranno più molti!
Siamo all'Internet Festival 2022! Come ogni anno, ci troverai a presentare il nostro progetto con una formazione gratuita sulla data literacy con attestato, valido anche per la formazione obbligatoria dei docenti.

Saremo live sabato 29 ottobre dalle 16.30 alle 18.30! Se vuoi prenotare un posto, o condividere il link con colleghe e amici, ecco il link con tutte le informazioni 👇
Ti ricordiamo che oltre alla formazione dei docenti online, abbiamo attivato 3
diversi tipi di co-progettazioni:

  1. Progetti di formazione di gruppo per docenti e studenti: percorsi personalizzati, in modalità blended, focalizzati sullo sviluppo delle competenze digitali promosse dalle linee del Digicomp 2.2 per media, data e IA literacy

  2. Percorsi di formazione extra-scolastici: percorsi personalizzati, realizzati in co-progettazione con Fondazioni, enti privati, associazioni ed enti no-profit

  3. Formazione al MEET Center: lezioni interattive in presenza presso il MEET Digital Culture Center di Milano. Lo spazio è adatto per un viaggio d'istruzione dedicato ad arte e innovazione tecnologica.

Per capire quale progetto possiamo creare insieme compila questo form!

E anche per questo numero è tutto!

A presto ,

Il team di Open the Box

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