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Questa è Aperture alla fiducia, la newsletter n.24 di Open the Box che, hey, dai bias ci si passa per forza 😉
Ecco cosa troverai in questo numero di Aperture:
- L'informazione tra strategie e bias
- Strumenti in rete - L'IA
racconta storie
- Dalle nostre bolle - Link utili e spunti di riflessione
- Cosa abbiamo nella scatola
- Formazione e incontri in presenza
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1. L'informazione tra strategie e bias
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“Sono disillusi, non credono nel potere dell'informazione”, “non ci chiedono di parlare della guerra”, “non si informano su cosa accade, se non sui social”. Ci capita di sentire frasi come queste quando docenti che seguono i nostri corsi si riferiscono a studentesse e studenti delle scuole secondarie.
È uscita il 4 aprile una ricerca qualitativa del Reuters Insitute, svolta a partire da 100 interviste tenute in Brasile, India, Regno Unito e Stati Uniti tra dicembre 2021 e gennaio 2022.
Per le interviste sono state selezionate persone che dichiaravano di avere poca o nessuna fiducia nell'informazione. Quello della fiducia che abbiamo nei media e nei canali di informazione è in effetti un tema centrale. Chi conosce piattaforme e fonti delle quali pensa di potersi fidare si informa molto di più, in maniera più consapevole e costante. Chi non ha fiducia in generale in tv, giornali o piattaforme, finisce addirittura per negare di informarsi.
Obiettivo di questa ricerca è quindi capire come navigano l’ecosistema informativo digitale le persone che non si fidano delle organizzazioni addette all’informazione, e come valutano e verificano tutta quell’informazione che, in ogni caso, incontrano navigando online, usando chat e social media.
Ciò che è emerso dalla ricerca è che quando queste persone incontrano delle notizie sui social network ne valutano l'affidabilità a partire da 6 indizi, che sono risultati comuni al campione di riferimento, e non solo.
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Le scorciatoie mentali che hanno svolto un ruolo nel plasmare i giudizi su cosa fidarsi sono interessanti, perché sono alla base delle strategie più o meno consapevoli che si mettono in atto per valutare rapidamente un contenuto online. Le riassumiamo brevemente:
- Brands: idee preesistenti che si hanno su temi specifici o sulle testate da cui provengono le informazioni
- Social cues: indizi sociali provenienti da chi ha condiviso o interagito con la notizia
- Headlines: il tono e la formulazione dei titoli, indipendentemente dal fatto che sono percepiti o meno come clickbait
- Visuals: l'uso di elementi visivi, che spesso sono
considerati una prova importante di ciò che può o non può essere attendibile
- Advertising: la presenza di pubblicità, indipendentemente dal fatto che le informazioni sembrano sponsorizzate o meno
- Platform cues: indicazioni specifiche che dipendono dall'interfaccia della piattaforma (like e commenti per i social, rubriche o layout per testate giornalistiche etc.).
Se vuoi leggere la ricerca completa, , troverai maggiori dettagli sulla metodologia e le strategie emerse. Dal nostro punto di vista, può essere un buon esercizio da proporre in classe quello di soffermarsi su questi 6 punti, quando siamo di fronte ad una nuova notizia e dobbiamo valutarla. Può aiutarci a realizzare che queste strategie sono legate a bias comuni che, se non gestiti consapevolmente, possono facilmente trasformarsi in pregiudizi.
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2. Strumenti in rete L'IA racconta storie
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Consigliatoci nella nostra Community dal docente Pietro Blu Giandonato , Narrative Device è uno strumento che ci permette di fare esercizi di scrittura creativa partendo dalle potenzialità
dell'Intelligenza Artificiale GPT3 nel generare racconti inserendo due parole.
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3. Dalle nostre bolle Link utili e spunti di riflessione
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Aggirare la censura con creatività Per consentire la comunicazione con il popolo russo hacker e non solo stanno trovando i modi più creativi, sia online che offline.
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Dai videogame alle lezioni di storia Grazie a un tweet due docenti universitari di storia iniziano ad analizzare un fenomeno molto più diffuso del previsto: come Europa Universalis, un videogame di grande successo, influenza le conoscenze e la voglia di scoprire la storia di molti studenti.
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La guerra vista dall'alto Il team di investigazione visuale del New York Times ha confrontato le immagini satellitari delle ultime settimane per provare quando sono state uccise le vittime di Bucha.
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4. Cosa abbiamo nella scatola Formazione e incontri in presenza
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👉 Abbiamo già parlato in diverse occasioni di come si può imparare a leggere e interpretare i dati, sia qui su Aperture che nel percorso di data literacy. Grafici, dati e tabelle sono usati sempre più spesso come contenuti a sostegno delle notizie che circolano e che determinano
molti ambiti della nostra vita.
Quando parliamo di data literacy, non ci riferiamo però solo al saper riconoscere quando i dati che ci vengono comunicati sono incompleti, manipolati, o proposti con l’intenzione di veicolare un certo messaggio. Quando si parla di dati si fa riferimento all’atto di contare, di quantificare fenomeni, eventi, persone, metterli in relazione tra di loro, categorizzarli e analizzarli. Sono processi trasversali, interdisciplinari, che riguardano strategie d’insegnamento comuni.
Attraverso la raccolta e l’elaborazione di dati possiamo costruire presentazioni, infografiche, mappe concettuali e data visualization. Rappresentare i dati è una competenza che riguarda il mondo digitale, ma non solo!
Se ti interessa imparare a realizzare progetti, rappresentazioni e storie data-driven, Dataninja ha appena creato il percorso che fa per te! Data Storytelling raccoglie 3 corsi e 3 workshop selezionati dalle proposte di formazione della School, per un totale di 35 ore di formazione blended: 30 ore asincrone e 5 ore live!
Puoi scoprire qui tutti i dettagli, ma puoi anche chiederci una
video-call per parlarne meglio insieme e capire se questo è proprio il percorso che fa per te!
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👉 Oggi, mercoledì 6 aprile, saremo all’International Journalism Festival di Perugia con un incontro dal titolo Data-checking: come verificare dati, grafici e tabelle. Qui trovi tutto il programma dell'evento.
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👉 Sabato 9
aprile ore 17 invece Nicola sarà ospite di RiFestival2022 a Bologna, una rassegna interdisciplinare che da anni si impegna per portare la cultura accademica a essere di nuovo uno strumento politico di lettura, analisi e trasformazione del mondo. Il titolo dell'incontro è Libertà di essere informatə. Se sarai a Bologna, vieni a trovarci!
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Ricorda che Aperture vuole essere uno spazio di condivisione per uscire dalle bolle dei social network, per creare reti e permettere incontri tra persone che distano qualche grado di separazione in più del solito.
Partecipa anche tu condividendo riflessioni, link, fonti o strumenti che usi per fare informazione! Come?
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A presto ,
Il team di Open the Box
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