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Ciao ,
Questa è Aperture alla infowar, la newsletter n.23 di Open the Box per guardare questa guerra dal punto di vista del come se ne parla.

Ecco cosa troverai in questo numero di Aperture:

  1. Come parlare di cyber e info war
  2. Strumenti in rete - Riconosci i deepfake
  3. Dalle nostre bolle - Link utili e spunti di riflessione
  4. Cosa abbiamo nella scatola - Un dialogo sulla media education

1. Cyber e info war - Come parlarne
Nel 2013 il politologo Thomas Rid, oggi considerato fra i massimi esperti del ruolo che le tecnologie dell’informazione hanno durante i conflitti, cercava di ridimensionare l’hype intorno alla cyberwar scrivendo un libro intitolato Cyberwar wil not take place.

La scorsa settimana Rid ha dichiarato sul New York Times “la cyberwar è arrivata, sta avvenendo e probabilmente vedrà una escalation. Ma il confronto digitale si sta svolgendo nell’ombra, tanto poco appariscente quanto insidioso”.

Abbiamo introdotto questo tema nell’ultima newsletter, nel frattempo la cyber guerra continua da parte degli hacktivisti e dell’IT Army dal governo di Kiev, raggiungendo anche alcuni obiettivi, come i 2 leak (termine con cui si intende la perdita di dati privati o secretati) che hanno portato a galla 360mila file di Roskomnadzor, l’agenzia che monitora e censura i media russi.
Continua anche l’infowar per combattere la disinformazione e una delle ultime azioni diventate virali è quella promossa dal gruppo di hacker e anonimi cyber esperti polacchi Squad303, che hanno raccolto oltre 20milioni numeri di telefono e 140milioni di indirizzi mail di cittadini russi e lanciato 1920.in uno strumento per consentire a chiunque nel mondo di inviare SMS o email, con l’obiettivo di sensibilizzare e informare anche coloro che ricevono notizie censurate o manipolate.

Sul fronte informativo ci siamo confrontati anche durante l’ultimo Learning Café, condividendo fonti e riferimenti per capire come i diversi media stanno prendendo parte in questo conflitto, ma anche consigli utili su come portare questi temi in classe.

Abbiamo cercato di sistematizzare in una presentazione questi contenuti, insieme ai contributi arrivati durante l'incontro. Se hai prenotato il tuo posto al workshop riceverai nei prossimi giorni una mail con il documento riassuntivo.
Se invece non hai prenotato, ma ti fa piacere ricevere comunque questa risorsa, rispondi a questo breve sondaggio e scarica il file 👇

2. Strumenti in rete
Riconosci i deepfake
La compagnia Deepware ha creato uno "scanner" in grado di identificare se un video è un deepfake oppure no. La scorsa settimana l'abbiamo testato con il deepfake di Vladimir Putin e l'ha correttamente individuato. Prova anche tu, questo il link.
3. Dalle nostre bolle
Link utili e spunti di riflessione
Il punto su Tik Tok
Un thread che riassume il ruolo che Tik Tok ha preso nel corso della sua breve storia in diversi tipi di conflitti.
Tra "war-washing" e diritto di parola
Quando si tratta di influencer che portano sui loro profili temi ad alta copertura si alzano sempre grandi polveroni. Il ricercatore Marco Giacomazzi su Agenda Digitale parte dai casi di Cristina Fogazzi (aka Estetista Cinica) e Fedez per analizzare la libertà di espressione dei personaggi pubblici su questi temi.
Da no-vax a pro-Putin
Il passaggio è breve e passa dalla disinformazione. Diversi siti, blog, e sopratutto canali Telegram approfittano degli spazi di contro-informazione per deviare l'opinione pubblica. Un articolo su Domani.
4. Cosa abbiamo nella scatola
Un dialogo sulla media education
Martedì 22 marzo si è tenuto un incontro del ciclo di seminari “LEi – Laboratorio di ecologia dell’informazione” organizzato dall’Università degli Studi Milano-Bicocca. Si tratta di un dialogo tra il docente di pedagogia Stefano Moriggi, che è anche consulente scientifico del nostro progetto, e Pier Cesare Rivoltella, docente e autore del libro “Nuovi alfabeti. Educazione e culture nella società post-mediale”.

L’incontro è stato molto interessante e per questo abbiamo pensato di riportare sul nostro sito alcune osservazioni emerse rispetto:

  • al ruolo della media education in Italia
  • alla problematicità del cosiddetto determinismo tecnologico
  • agli elementi che fanno della media education non un modo per adattarsi alle tecnologie, ma per avviare un percorso di cittadinanza democratica
⌛ Ultime date disponibili per i workshop live, puoi prenotare il tuo posto da qui! ⌛
Ricorda che Aperture vuole essere uno spazio di condivisione per uscire dalle bolle dei social network, per creare reti e permettere incontri tra persone che distano qualche grado di separazione in più del solito.
Partecipa anche tu condividendo riflessioni, link, fonti o strumenti che usi per fare informazione! Come?

Rispondendo nella Community!


A presto
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