Hai già affrontato il tema della guerra in Ucraina in classe, ? Secondo un sondaggio condiviso da IlSole24Ore nelle scuole secondarie 8 studenti su 10 hanno portato in classe questo tema, chiedendo ai docenti di parlarne.
Anche a partire dal discorso che ha tenuto il presidente del Consiglio Mario Draghi martedì 1 marzo, possiamo riconoscere l’importanza dei riferimenti alla letteratura storiografica e geopolitica che stanno alla base di questa guerra.
Lo storico Giovanni De Luna su La Stampa mette in evidenza come il web potrebbe risultare la “Radio
Londra di Putin”; il Post riprende e analizza le tesi, tanto citate in questi giorni, che il politologo americano Francis Fukuyama aveva introdotto nel suo saggio “La fine della storia”; mentre su Medium è
stata condivisa la lettera che lo storico Andrea Graziosi, esperto di storia russa e sovietica, ha condiviso con la Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea per cercare di ricostruire il percorso che ci ha
portato fino a qui.
Come ha scritto il nostro Nicola Bruno su ValigiaBlu, siamo di fronte al “conflitto più documentato di sempre” e questo rende l'invasione ucraina, anche dal punto di vista mediatico, estremamente complessa da affrontare.
Tra le piattaforme social, il tag #Ukrainewar ha accumulato oltre 500milioni di visualizzazioni su Tik Tok, che insieme a Instagram sono diventate le principali piattaforme di condivisione di video militari, diventando fonti principali delle intelligence in tutto il mondo per la ricostruzione dei movimenti sui diversi fronti. Allo stesso tempo, però, il modo in cui è pensato l'algoritmo di Tik Tok e la corsa verso la ricerca di contenuti di tendenza, finisce anche
per far ripescare al sistema video di mesi fa o di altre guerre, pur di soddisfare l'hype sul tema.
Le difficoltà relative a questo tipo di contenuti sono legate alla tracciabilità delle fonti, che spesso si perdono nelle catene
di condivisione e alla possibilità di essere facilmente manipolati. Le competenze di media literacy tornano ancora una volta necessarie per riconoscere le cosiddette crono-bufale che stanno circolando, così come quelle della data
literacy per rintracciare dati, grafici e mappe affidabili.
Su questi temi cercheremo di confrontarci durante il prossimo Learning Café, che si terrà mercoledì 16 marzo ore 17. Per partecipare 👇
Come sfruttare il creative coding? Lo fa Neal Agarwal nella sua piattaforma Neal.fun, dove si possono scoprire giochi e attività per lezioni di storia, geografia, economia e scienze!
3. Dalle nostre bolle Link utili e spunti di riflessione
Videogame vs realtà Questo il thread che racconta come le immagini tratte da un video game sono finite in un servizio del Tg2, sul profilo Twitter del giornalista Simone Fontana.
#Hack4Ukraine Fra le tante iniziative di supporto che sfruttano le tecnologie in questo thread viene chiesto aiuto a varie figure professionali per raccogliere e diffondere informazione affidabile.
Censura In Russia la repressione mediatica sta diventando sempre più stringente, tanto da far chiudere testate, canali televisivi e radio. Usando le leggi contro le "notizie false" Putin blocca tutte le fonti che non raccontano la guerra secondo il suo punto di vista. Ne parla il Post qui.
4. Cosa abbiamo nella scatola Intelligenza artificiale e privacy: un binomio possibile?
Sei consapevole di quanti, tra gli oggetti che ti circondano in questo momento, sfruttano algoritmi e sistemi di Intelligenza Artificiale per funzionare al meglio?
Ognuno di questi viene allenato con enormi quantità di dati, compresi quelli a cui tu hai dato il consenso per accedere.
Quando si parla di privacy c’è sempre una diatriba tra chi ritiene che eccessive raccomandazioni possano bloccare lo sviluppo e l’innovazione e chi considera invece necessarie attente analisi per limitare l’impatto che lo sviluppo tecnologico ha sulla società e le nostre vite.
Ma qual è la situazione in Italia rispetto ai nuovi regolamenti approvati in Europa lo scorso anno?
Siamo partiti da questi punti con Ivana Bartolotti, esperta di privacy, etica e governance nell’ambito dell’IA e Andrea Daniele Signorelli, giornalista freelance e esperto di innovazione digitale e del suo impatto sulla società.
Durante la diretta, che puoi trovare sulle principali piattaforme in formato podcast o sul nostro canale YouTube abbiamo anche cercato di rispondere a chi ogni tanto ci dice "Comunque il mio telefono mi ascolta! Per forza!".
Ricorda che Aperture vuole essere uno spazio di condivisione per uscire dalle bolle dei social network, per creare reti e permettere incontri tra persone che distano qualche grado di separazione in più del solito.
Partecipa anche tu condividendo riflessioni, link, fonti o strumenti che usi per fare informazione! Come?